Martedì 13 ottobre Nicolò Tresoldi ha segnato una tripletta al Club Bruges contro l’Inter a San Siro, nella seconda giornata della fase campionato di Champions League. Una notte che il ragazzo aveva sognato tante volte, e che ha potuto vivere con suo padre Emanuele in tribuna.
Emanuele Tresoldi, ex difensore dell’Atalanta, è stato uno dei protagonisti invisibili di questo momento straordinario per la famiglia. Il padre ha scherzato sulla passione sportiva del figlio («Io sono mezzo simpatizzante interista e lui milanista»), ma riconosce che non ha mai condizionato Nicolò e che ricevere tutte le chiamate nel giro di poche ore dopo la partita è una gioia immensa.
Orgoglio di padre
Ciò che sorprende Emanuele è la maturità calcistica raggiunta da Nicolò alla sua giovane età. «Nicolò piano piano sta raccogliendo i frutti del suo lavoro: ha faticato ad affermarsi perché non aveva il talento di un fuoriclasse o il fisico di un corazziere», ha riflettuto. E aggiunge: «Eppure, eccolo qua. Un padre non potrebbe desiderare di meglio».
Un confronto generazionale emerge dalle parole del genitore: alla stessa età, Emanuele non aveva ancora raggiunto il livello di readiness che Nicolò dimostra oggi sul palcoscenico europeo. Emanuele compì il grande salto in Serie A nel 1991 direttamente dall’Atalanta, ma è stata nel 1994 che raggiunse il punto più alto della sua carriera, con il Commissario Tecnico Cesare Maldini che lo inserì nella rosa della Nazionale Italiana Under-21 per la fase finale degli Europei.
Una famiglia milanese sulla sponda sbagliata
C’è un dettaglio affascinante: Emanuele scherzava sulla diversità calcistica tra padre e figlio, sottolineando che lui è mezzo simpatizzante interista mentre Nicolò tifa Milan. Ma il valore dello spettacolo ha superato ogni rivalità cittadina. A godersi lo spettacolo della tripletta, c’era papà Emanuele in tribuna, testimone di un momento che resterà indimenticabile nella storia della famiglia Tresoldi.
Il viaggio di Nicolò non è ancora finito. Come riferiscono le ultime notizie, il dibattito sulla scelta della nazionale tra Germania e Italia continua, ma il padre ha chiarito che sarà il figlio a decidere seguendo il cuore piuttosto che la convenienza tecnica, con il verdetto dopo l’Europeo Under-21. Quella sera a San Siro, però, l’unica nazionale che contava era quella della famiglia.
Fonti: Corriere di Bologna, estense.com, sport.sky.it, cdt.ch

















