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Inter-Parma, il turn over di Chivu: le riserve nerazzurre bastano a dominare

Cagliari-Inter 0-1, decide Calhanoglu - (immagine generata con IA)

Una lezione tattica in via San Siro. Cristian Chivu ha fatto tutto in fretta e bene, come se avesse bisogno di passare subito al livello successivo e concentrarsi sul ritorno della Champions League e sulle prossime tappe del mese senza sosta che porta a metà novembre. Tre gol in mezz’ora, pratica Parma risolta senza alcun tipo di patema e avanti con la prossima che sarà il Bruges in Europa prima della trasferta a Bologna di campionato.

Le riserve bastano per il campionato

Il primo dato da segnarsi è che le riserve di Chivu sono sufficienti per fare un campionato da prima della classe quando l’avversario è della parte destra della classifica: il Parma è stato maltrattato pur rinunciando in partenza a Bastoni, Akanji, Barella, Zielinski e Lautaro Martinez, e ha subito la stessa sorte toccata alle altre squadre che hanno visitato San Siro. Questo aspetto rivela la profondità della rosa nerazzurra e la capacità di gestire più competizioni contemporaneamente, sfida centrale per qualsiasi squadra che ambisce a fare bene sia in Italia che in Europa.

La strategia del turn over scientifico

Amministrare il turn over in maniera scientifica sta diventando una delle specialità di Chivu e può essere la strada per provare a fare meglio dell’anno scorso in Europa non arrivando cotti alla seconda parte della stagione. Nel match con il Parma si è visto anche Aleksandr Stankovic, ulteriore elemento della rotazione pensata dell’allenatore nerazzurro. La vittoria 3-0 non è quindi solo il risultato di una giornata positiva, ma la conferma di un progetto atletico più ampio: come riporta l’analisi della partita, i nerazzurri hanno già iniziato a modulare gli sforzi in funzione del calendario fitto che li attende.

Bruges in Champions, Bologna in campionato e poi il resto di un ottobre-novembre impegnativo. Con questa gestione, Chivu punta a ridurre il rischio di cali fisici nei mesi decisivi, una lezione che l’anno scorso non è stata completamente imparata e che ha condizionato la stagione europea dell’Inter.

Fonti: Panorama, panorama.it, milanosportiva.com