I documenti relativi al progetto del nuovo San Siro evidenziano un problema ambientale significativo: la costruzione del nuovo stadio e l’abbattimento dell’attuale Meazza comporteranno un aumento dell’inquinamento atmosferico nel quadrante nord-ovest di Milano. Come riporta il Corriere della Sera, la costruzione del nuovo San Siro e l’abbattimento dell’attuale Meazza avrebbe come diretta conseguenza più un milione e mezzo di metri cubi di terra da scavare, e decine di migliaia di viaggi di camion: tutto questo potrebbe provocare nel quadrante a nord-ovest di Milano l’aumento di un microgrammo per metro cubo nella media annuale di polveri sottili (Pm10), con 4-6 giorni di aria tossica in più rispetto al resto della città.
Scavi, macerie e inquinamento
Il numero di terra da movimentare è impressionante. Tra demolizione (quasi completa) del Meazza e del vecchio tunnel Patroclo, si produrranno circa 126 mila metri cubi di macerie, praticamente il volume dell’intero Pirellone. Questo materiale, secondo il carteggio tra i club e Palazzo Marino, dovrà essere trasportato via camion verso impianti di recupero, moltiplicando i mezzi in circolazione e l’impatto sulla qualità dell’aria.
I dati tecnici provengono dalla Valutazione ambientale strategica (VAS) che Inter e Milano hanno presentato ad agosto, poi studiata dai tecnici delle istituzioni preposte che hanno formulato una risposta a cui è susseguito un rapporto revisionato da parte delle due società nel quale si può verificare nuovamente se i problemi evidenziati sono stati risolti e se ci sono invece questioni in sospeso prima dell’inizio dei lavori.
Le soluzioni: bagnatura e valutazione complessiva
Una delle soluzioni pensate è quella di bagnare per abbattere le polveri: da Palazzo Marino è arrivata una richiesta ben precisa che la bagnatura deve essere progettata in modo da ottenere un’efficacia di abbattimento delle polveri risollevate di almeno il 75%.
Il Comune di Milano insiste anche sulla necessità che la valutazione ambientale deve essere però complessiva, nonostante i club propongano di realizzare l’intervento in fasi diverse. Questo approccio mira a valutare l’impatto totale del cantiere su viabilità, rumore e carico urbanistico, non come somma di lavori isolati.
Nel frattempo, Inter e Milan hanno redatto un rapporto revisionato per affrontare le criticità riscontrate dalle istituzioni, nel tentativo di procedere verso l’approvazione definitiva del progetto e l’inizio dei lavori.
Fonti: agenziagiornalisticaopinione.it, calcioefinanza.it, fcinternews.it


















