L’incursione notturna nell’impianto di via del Cardellino ha costretto i gestori a fermare temporaneamente gli ingressi. La struttura è al centro di un importante progetto di riqualificazione
Un’incursione notturna, della vernice versata nell’acqua e una piscina comunale costretta a interrompere il servizio nel pieno della stagione estiva. La piscina Cardellino di Milano, in zona Lorenteggio, è stata colpita da un nuovo episodio di vandalismo che ha reso inutilizzabile la vasca e obbligato i gestori a sospendere temporaneamente le attività.
La scoperta è avvenuta nella mattinata di domenica 2 agosto, quando il personale ha verificato la presenza della vernice all’interno della piscina. Gli utenti non hanno quindi potuto accedere all’impianto, mentre i tecnici hanno iniziato le operazioni necessarie per ripulire la vasca e ripristinare le condizioni indispensabili per la riapertura.
Non si è trattato soltanto di un danno materiale, ma di un gesto che ha sottratto, almeno temporaneamente, un servizio pubblico a famiglie, giovani, anziani e sportivi del quartiere. Un episodio ancora più grave perché avvenuto in uno degli impianti natatori più conosciuti della zona occidentale di Milano, proprio mentre la struttura è interessata da un ampio progetto di trasformazione.
Vernice nella vasca della piscina Cardellino
Secondo le informazioni disponibili, gli autori del gesto sarebbero entrati all’interno del centro durante la notte, riuscendo a raggiungere la zona della vasca e a versare la vernice nell’acqua.
Al momento non è stato chiarito come sia avvenuto l’accesso. L’impianto ospita infatti un cantiere legato ai lavori di riqualificazione e resta da verificare se proprio la presenza delle aree operative possa avere facilitato l’ingresso degli intrusi. Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi che dovrà essere accertata e non di una dinamica già ricostruita.
Il personale è intervenuto per avviare la pulizia, ma un atto di questo tipo non può essere risolto semplicemente rimuovendo il materiale visibile. Prima di consentire nuovamente l’ingresso dei bagnanti, è necessario verificare le condizioni dell’acqua, della vasca e degli impianti tecnici coinvolti.
La priorità resta garantire la sicurezza degli utenti, evitando una riapertura prima del completamento degli interventi di ripristino. Nelle prime comunicazioni non è stata indicata una tempistica definitiva per il ritorno alla normale attività.
Un servizio pubblico fermato nel cuore dell’estate
La chiusura, anche se temporanea, assume un peso particolare durante il periodo estivo. Le piscine comunali rappresentano infatti una delle poche alternative accessibili per chi resta a Milano e cerca uno spazio nel quale praticare attività fisica, affrontare le giornate più calde o trascorrere alcune ore con la famiglia.
La Cardellino è un punto di riferimento soprattutto per il quadrante compreso tra Lorenteggio, Giambellino e Inganni. Per questa ragione, ogni giornata di chiusura produce conseguenze concrete sulla vita del quartiere, oltre a generare costi aggiuntivi per la pulizia e il recupero della struttura.
Il gesto colpisce indirettamente anche i lavoratori dell’impianto, chiamati a intervenire per rimediare ai danni e a gestire il disagio degli utenti. Le risorse necessarie per il ripristino avrebbero potuto essere destinate alla manutenzione, alle attività sportive o al miglioramento dei servizi.
Il vandalismo contro una struttura pubblica non danneggia quindi un soggetto astratto. A pagare sono innanzitutto le persone che utilizzano quell’impianto e l’intera collettività che ne sostiene gestione e manutenzione.
Non è il primo raid contro l’impianto milanese
Quanto accaduto riporta alla memoria un precedente molto simile. Nell’agosto 2024 la piscina Cardellino era già stata presa di mira durante un’incursione notturna.
In quell’occasione erano state gettate in acqua sedie, sdraio e cestini dei rifiuti, mentre alcune superfici erano state imbrattate con scritte e tag. Il personale aveva dovuto recuperare il materiale, pulire il bordo vasca e posticipare l’apertura dell’impianto.
La ripetizione di episodi di questo genere apre inevitabilmente una riflessione sulla protezione dei centri sportivi comunali, soprattutto nelle ore notturne e durante le fasi di cantiere.
Il tema della sicurezza degli impianti pubblici
L’obiettivo non può essere trasformare ogni piscina o palestra in uno spazio isolato e inaccessibile. Tuttavia, la sicurezza deve accompagnare gli investimenti destinati alla riqualificazione, specialmente quando i lavori modificano temporaneamente recinzioni, passaggi e accessi.
Sistemi di videosorveglianza, illuminazione adeguata, controllo dei varchi e coordinamento con le forze dell’ordine possono rappresentare strumenti utili per ridurre il rischio di nuove intrusioni.
Il tema riguarda l’intera rete degli impianti sportivi milanesi. Le strutture di prossimità svolgono una funzione sociale che supera la semplice pratica agonistica: offrono occasioni di aggregazione, promuovono salute e benessere e garantiscono spazi educativi ai più giovani.
Difenderle significa quindi proteggere un patrimonio collettivo e non soltanto un edificio.
Il futuro della Cardellino come stadio del nuoto
Il raid è avvenuto mentre il centro sportivo sta attraversando una fase decisiva della propria storia. L’area è interessata da un importante intervento che punta a trasformarla in un nuovo polo natatorio cittadino, indicato anche come stadio del nuoto di Milano.
Il progetto prevede la realizzazione di una piscina olimpionica pubblica da 50 metri, affiancata da una vasca da 25 metri, spazi dedicati al fitness, aree ricreative e una nuova zona balneare esterna.
L’investimento complessivo indicato per l’intervento è di circa 32 milioni di euro, con una quota finanziata attraverso le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il nuovo centro è destinato a diventare uno degli impianti sportivi più importanti della città.
Su MilanoSportiva avevamo già approfondito il progetto della nuova piscina Cardellino e la trasformazione degli impianti sportivi del Municipio 6, evidenziando il ruolo strategico della struttura per il futuro dello sport cittadino.
La riqualificazione non riguarda soltanto gli atleti di alto livello. L’obiettivo dichiarato è creare un luogo accessibile, sostenibile e utilizzabile anche per il nuoto di base, le attività delle famiglie e i programmi sportivi rivolti alle scuole e alle associazioni.
Il danno simbolico a un progetto che guarda al futuro
Proprio il valore del progetto rende il vandalismo ancora più incomprensibile. Mentre Milano investe risorse significative per modernizzare la propria rete sportiva, un’incursione notturna costringe personale e tecnici a impiegare tempo e denaro per riportare l’impianto alle condizioni precedenti.
Costruire nuove strutture non basta, se non si riesce anche a tutelarle e a farle percepire come patrimonio comune.La sfida riguarda tanto la sicurezza quanto il rapporto tra gli impianti e i quartieri nei quali si trovano.
Un centro sportivo frequentato, riconosciuto e vissuto quotidianamente può diventare anche un presidio territoriale. Per questo la trasformazione della Cardellino dovrà procedere insieme al coinvolgimento delle società sportive, delle scuole, delle associazioni e degli abitanti della zona.
La risposta al vandalismo non può limitarsi alla riparazione del danno. Occorre rafforzare la presenza dello sport nel quartiere e creare le condizioni affinché la futura struttura venga sentita come un bene condiviso.
In attesa della riapertura della piscina Cardellino
Le operazioni di pulizia e ripristino sono state avviate subito dopo la scoperta dell’incursione. La ripresa del servizio dipenderà dal completamento degli interventi e dalle verifiche tecniche necessarie per garantire l’utilizzo della vasca in piena sicurezza.
Prima di recarsi all’impianto, gli utenti dovranno consultare i canali ufficiali del gestore per controllare eventuali aggiornamenti sull’apertura e sugli orari.
Resta l’amarezza per un episodio che ha colpito un luogo dedicato allo sport e alla socialità. La piscina Cardellino non è soltanto una vasca, ma un servizio essenziale per una parte importante di Milano. Restituirla rapidamente ai cittadini è la prima necessità; impedire che episodi simili si ripetano sarà la sfida successiva.



















