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San Siro, i veleni sotto il Parco dei Capitani: scatta la bonifica

San Siro eventi

Sotto il Parco dei Capitani sono stati trovati contaminanti oltre i limiti di legge, aprendo un nodo cruciale per il progetto del nuovo San Siro. Il Parco dei Capitani, circa 51.800 metri quadrati nella zona nord-ovest del compendio di San Siro, è il punto più delicato delle indagini ambientali sull’area dello stadio Meazza.

Le indagini e le contaminazioni rilevate

Le nuove analisi, condotte tra aprile e maggio 2026 in contraddittorio con Arpa Lombardia, hanno cambiato il quadro rispetto ai precedenti sopralluoghi. Le analisi hanno rilevato idrocarburi e sostanze potenzialmente cancerogene nel terreno, in alcuni punti fino a dieci metri di profondità.

I terreni superano in modo diffuso i limiti di legge per i siti a verde pubblico e residenziale, soprattutto per gli idrocarburi pesanti e gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Alcuni di questi ultimi sono cancerogeni e derivano da combustione e prodotti petroliferi. In punti isolati si trovano anche metalli come piombo, zinco e cobalto.

Il Parco interdetto e il nodo della bonifica

Al Parco dei Capitani sono spuntate recinzioni e nessuno può entrare, con cartelli che segnalano che l’area è chiusa al pubblico per motivi di sicurezza e in via precauzionale in attesa delle attività di bonifica. I rappresentanti della società San Siro Stadio Spa hanno comunicato che la recinzione è avvenuta a causa di contaminazioni rilevate da recenti indagini geognostiche.

Resta da chiarire l’origine della contaminazione, che potrebbe essere legata anche alle demolizioni e ai lavori eseguiti negli anni nell’area. Il parco sorge dove c’era il Palazzetto dello Sport di San Siro, demolito nel 1988, e lo spazio fu poi usato come campo base per cantieri di grandi opere pubbliche, tra cui la fermata M5 San Siro Stadio.

Ambiente e futuro del progetto stadio

Legambiente Lombardia chiede una valutazione complessiva degli impatti ambientali e sanitari legati alla demolizione del Meazza e ai nuovi interventi previsti, comprese le emissioni di polveri e quelle dei mezzi di cantiere. Prima di procedere resta una questione fondamentale: mettere in sicurezza il terreno e capire chi dovrà sostenere i costi della bonifica.

Come riporta il sito MilanoToday, nel primo strato di suolo sono state riscontrate concentrazioni superiori ai limiti previsti per le aree verdi, un fattore che complica ulteriormente gli iter autorizzativi. Anche il tema della qualità dell’aria durante i cantieri rappresenta una criticità: la costruzione del nuovo San Siro e l’abbattimento dell’attuale Meazza potrebbe provocare nel quadrante a nord-ovest di Milano l’aumento di un microgrammo per metro cubo nella media annuale di polveri sottili (Pm10), con 4-6 giorni di aria tossica in più rispetto al resto della città.

Fonti: Milano Pavia NEWS, milanotoday.it, milanopavia.news, calcioefinanza.it