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Tresoldi: dal tennis azzurro u.12 alla tripletta di San Siro, il talento che scelse il calcio

Nicolas Tresoldi, foto sito Bruges.webp

Nicolò Tresoldi è stato il grande protagonista della notte di San Siro contro l’Inter, segnando una tripletta nel successo per 4-3 del Club Brugge nella Champions League il 13 ottobre 2026. Una serata particolare, perché per il giovane attaccante italo-tedesco il Meazza non era una semplice cornice di una partita europea: è tifoso sfegatato del Milan per “colpa” del nonno, che gli ha trasmesso la passione ed era maestro di golf di Van Basten, Gullit e Rijkaard.

Da Gubbio al circolo tennistico: il primo sport di Tresoldi

Prima di calcidare palloni sul prato di San Siro, Nicolò Tresoldi ha impugnato una racchetta. Da bambino Tresoldi alternava gli scarpini alla racchetta ed era una grande promessa del tennis italiano. Cresciuto al Circolo Tennis Gubbio, faceva parte della Nazionale azzurra Under 12 e aveva raggiunto la classifica di 3.3, nella terza categoria del tennis italiano. Si allenava con Luca Nardi, uno dei migliori azzurri.

Una promessa nel tennis, insomma, tra i taccuini degli scout della racchetta. Ma come racconta il padre Emanuele—ex professionista che ha giocato in Serie A negli anni ’90 e ha militato in squadre come SPAL, Ravenna e Cesena, trasferendosi a Gubbio dove Nicolò è nato—la vocazione calcistica aveva già intaccato il cuore del figlio.

La scelta del calcio, la Germania e il ritorno a San Siro

Tresoldi ha lasciato l’Italia a 13 anni, entrando a far parte delle giovanili della squadra della città e abbandonando definitivamente il tennis. Si è trasferito ad Hannover insieme alla sua famiglia, trasferendosi fuori dall’Italia per sviluppare la sua carriera calcistica.

La tripletta di San Siro rappresenta il culmine di un percorso iniziato in quel lontano momento di scelta. Tifoso del Milan, Tresoldi ha vissuto la sfida ai nerazzurri quasi come un derby, con i milanisti che lo avevano caricato via messaggio. Contro l’Inter l’attaccante del Bruges ha segnato su rigore, con una conclusione all’incrocio, poi con un gol di rapina e infine da dentro l’area, colpendo anche un incrocio dei pali. Il bilancio stagionale è di nove gol in 11 partite.

La notte di San Siro chiude un capitolo doppio della storia di Tresoldi: il tennis è rimasto nei ricordi, il calcio ha conquistato il futuro. E anche l’Italia guarda attentamente al talento italo-tedesco corteggiato da più federazioni.

Fonti: Il Tennis Italiano, sport.sky.it, dazn.com, magazine.tennistalker.it