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Come stanno andando le prime amichevoli estive del nuovo Milan di Amorim

Rúben Amorim al Milan: nuovo corso rossonero - (credit immagine: ufficio stampa AC Milan)

Il precampionato raramente offre verdetti definitivi, soprattutto quando una squadra cambia allenatore, sistema di gioco e principi tattici. Nel caso del Milan di Rúben Amorim, però, le prime amichevoli stanno già lasciando indicazioni abbastanza precise. I risultati, finora, non sono stati particolarmente brillanti: 2-2 contro il Celtic a Glasgow, 1-1 nel derby con l’Inter disputato a Perth e sconfitta per 3-0 contro il Chelsea a Giacarta. Più significativo del tabellino è però il tentativo del nuovo tecnico di trasformare profondamente l’identità della squadra.

Amorim sta lavorando su un Milan più aggressivo, verticale e disposto ad assumersi rischi. Alcuni principi sono già riconoscibili, mentre altri meccanismi restano inevitabilmente fragili. Il problema principale è che, accanto alle novità introdotte dall’allenatore portoghese, continuano a riaffiorare alcune difficoltà già viste nella passata stagione: errori tecnici nella costruzione, cali di concentrazione e momenti nei quali la squadra perde compattezza.

Il 2-2 con il Celtic: errori in costruzione ma una reazione importante

La prima vera amichevole internazionale contro il Celtic ha mostrato in maniera piuttosto chiara entrambe le facce del Milan ancora in costruzione. Gli scozzesi si sono portati sul 2-0 nel primo tempo sfruttando due errori nella fase di uscita dei rossoneri. Sul primo gol c’è stata un’incomprensione tra Pavlović e Torriani, mentre anche il raddoppio è arrivato dopo un’altra gestione imprecisa del pallone nella propria metà campo.

Se il primo tempo ha messo in evidenza la difficoltà di applicare immediatamente i nuovi principi, la ripresa ha però fornito indicazioni opposte. Dopo gli otto cambi effettuati all’intervallo da Amorim, il Milan ha aumentato ritmo e aggressività e Francesco Camarda ha realizzato una doppietta nel giro di pochi minuti, prima trasformando un rigore conquistato personalmente e poi segnando di testa su un cross di Chukwueze. Nel secondo tempo i rossoneri hanno anche creato altre situazioni offensive e giocato con maggiore convinzione.

È proprio questa capacità di reagire che rappresenta uno dei primi segnali positivi della nuova gestione. Amorim vuole una squadra che non interpreti la partita passivamente e che continui a cercare di imporre il proprio gioco anche nelle situazioni complicate. Il pareggio in rimonta contro il Celtic è stato il primo esempio.

Il derby con l’Inter mostra il Milan che Amorim vorrebbe costruire

Indicazioni ancora più interessanti sono arrivate contro l’Inter. Il risultato finale è stato 1-1, con il gol nerazzurro di Dimarco e il pareggio di Nkunku su calcio di rigore, ma soprattutto nella prima parte della gara il Milan ha mostrato alcuni dei principi che Amorim vuole rendere strutturali.

I rossoneri hanno iniziato meglio, giocando con maggiore intensità e costruendo alcune buone occasioni. Musah ha colpito anche il palo dopo un inserimento favorito da un passaggio di Loftus-Cheek. Il Milan ha cercato spesso la verticalizzazione rapida e ha accompagnato l’azione con diversi uomini, evitando di limitarsi a una circolazione orizzontale del pallone.

È uno dei cambiamenti più evidenti rispetto al passato. Nelle prime uscite Amorim sta chiedendo alla squadra di cercare rapidamente la profondità dopo pochi passaggi, tentando di superare le linee avversarie invece di consolidare il possesso senza avanzare. Anche il pressing è diventato più aggressivo: contro l’Inter, soprattutto nella fase iniziale, il Milan è riuscito ad accorciare con diversi giocatori contemporaneamente e a limitare le linee di passaggio dei nerazzurri.

Nel corso della partita, però, l’intensità è calata. L’Inter ha aumentato la pressione nel secondo tempo ed è passata in vantaggio, mentre il Milan ha faticato per diversi minuti a ritrovare fluidità. Le sostituzioni hanno successivamente riequilibrato la gara: l’ingresso di Luka Modrić ha dato maggiore ordine alla gestione del possesso, mentre Gonçalo Ramos ha offerto energia e presenza offensiva. Il pareggio è arrivato nel finale grazie al rigore conquistato e trasformato da Nkunku.

Pressing e verticalità: le prime caratteristiche del Milan di Amorim

La sensazione più netta delle prime settimane è che Amorim non voglia limitarsi a correggere il Milan precedente. L’obiettivo sembra essere quello di costruire una squadra tatticamente differente.

Il 3-4-2-1, sistema utilizzato anche contro l’Inter e il Chelsea, modifica occupazione degli spazi e responsabilità individuali. I giocatori devono accettare molti duelli, difendere in avanti e accompagnare il pressing con coraggio. La squadra tende quindi ad alzare il baricentro e cerca di recuperare il pallone più rapidamente possibile dopo averlo perso.

Amorim ha spiegato dopo la partita contro il Chelsea di voler portare i propri giocatori a pressare alto e ad affrontare anche situazioni di uno contro uno, consapevole dei rischi che questo comportamento comporta. Il tecnico considera queste amichevoli soprattutto come occasioni per allenare i principi che dovranno diventare automatici durante la stagione.

In questa prospettiva, persino alcune difficoltà estive possono avere un’utilità. Un pressing uomo contro uomo richiede sincronismi quasi perfetti: basta che un giocatore arrivi in ritardo perché l’avversario possa superare la prima pressione e trovare spazio alle spalle della linea.

Il Chelsea riporta il Milan sulla terra

Se Celtic e Inter avevano fornito diversi segnali incoraggianti, la partita contro il Chelsea ha mostrato quanto lavoro resti ancora da fare. Il 3-0 subito a Giacarta è stato il risultato più negativo del precampionato rossonero fino a questo momento. João Pedro ha segnato due volte tra la fine del primo tempo e l’inizio della ripresa, mentre Caicedo ha realizzato il terzo gol pochi minuti dopo.

Xabi Alonso ha scelto un sistema simile a quello milanista, creando numerosi duelli individuali sul campo. Il Milan ha retto per buona parte della prima frazione, ma il gol incassato nel recupero ha anticipato un avvio di secondo tempo particolarmente difficile. Dopo le numerose sostituzioni effettuate da Amorim all’intervallo, il Chelsea ha segnato altre due volte nel giro di pochi minuti.

Questa partita ha messo in evidenza soprattutto la distanza tra l’idea tattica e la capacità di applicarla continuamente contro avversari di alto livello. Pressare alto significa anche lasciare grandi spazi alle proprie spalle. Se la pressione non è collettiva oppure viene superata con il primo passaggio, il rischio di concedere occasioni aumenta sensibilmente.

Amorim, tuttavia, non ha interpretato il risultato come una ragione per cambiare immediatamente direzione. Dopo la partita ha ribadito che il percorso serve proprio a mettere la squadra nelle condizioni di essere pronta per l’inizio delle competizioni ufficiali.

Le vecchie fragilità che il nuovo allenatore deve eliminare

La principale criticità delle prime amichevoli riguarda gli errori individuali nella gestione del pallone. È un aspetto particolarmente delicato perché il sistema di Amorim richiede di costruire anche sotto pressione e di occupare rapidamente gli spazi dopo il recupero.

Contro Celtic e Inter, i primi tre gol incassati dal Milan nelle amichevoli internazionali sono stati condizionati in maniera evidente da errori rossoneri. Anche la rete di Dimarco nel derby è nata da una gestione imprecisa dell’azione, con Estupiñan e Musah coinvolti nella giocata e Chukwueze successivamente in difficoltà nella marcatura.

C’è poi il problema della continuità. Il Milan riesce già a produrre fasi di partita interessanti, ma non ancora a sostenerle per novanta minuti. Nel derby, per esempio, il pressing iniziale ha funzionato bene, prima che la squadra perdesse progressivamente intensità. La stessa discontinuità è riemersa contro il Chelsea, soprattutto nella fase immediatamente successiva all’intervallo.

Un altro elemento da migliorare riguarda la velocità della circolazione. La verticalità voluta dall’allenatore funziona soltanto quando il pallone viaggia rapidamente: se la manovra rallenta, l’avversario può ricompattarsi e chiudere gli spazi tra le linee.

Camarda, Nkunku e i nuovi equilibri offensivi

Il precampionato serve anche per capire quali giocatori possano adattarsi meglio alle idee dell’allenatore. Camarda è stato uno dei protagonisti più evidenti grazie alla doppietta contro il Celtic, mentre Nkunku ha trasformato il rigore del pareggio nel derby con l’Inter.

Interessanti anche i primi segnali offerti dagli innesti progressivamente inseriti nelle rotazioni. Modrić ha dato maggiore ordine contro l’Inter, Ramos ha partecipato alla costruzione di una delle azioni più pericolose del secondo tempo e il giovane Diawara ha effettuato il proprio debutto rossonero contro il Chelsea.

Ma il lavoro di Amorim riguarda anche la selezione della rosa. Il tecnico ha chiarito che il gruppo a disposizione è numeroso e che dovranno essere prese alcune decisioni. Contro il Chelsea ha praticamente utilizzato due formazioni differenti tra primo e secondo tempo, lasciando comunque cinque giocatori fuori dalle rotazioni: un’indicazione che potrebbe assumere un significato anche sul mercato.

Un Milan ancora incompleto, ma con un’identità che comincia a intravedersi

Tre amichevoli internazionali non possono stabilire quale sarà il valore del Milan durante la stagione, anche se comunque i rossoneri sono tra le favorite per il piazzamento Champions da conquistare attraverso il campionato, come testimoniato anche dalle quote dei portali autorizzati, tra cui quelle che si possono trovare sul sito di Vincitu. Il dato più significativo, però, è probabilmente un altro: la squadra sta già cercando di giocare secondo principi riconoscibili.

Pressione alta, difesa aggressiva, ricerca immediata della profondità e maggiore disponibilità ad assumersi rischi sono le caratteristiche che Amorim sta provando a trasferire al gruppo. Contro Celtic e soprattutto Inter se ne sono viste applicazioni interessanti; contro il Chelsea sono emersi invece tutti i pericoli di un sistema che, se eseguito male, può lasciare la squadra estremamente esposta.

Il risultato del precampionato, almeno per ora, passa quindi in secondo piano. Amorim ha ancora davanti l’ultimo test contro il Manchester United a Wrocław prima dell’avvio della stagione ufficiale.

La sfida vera sarà trasformare le buone sequenze osservate nelle prime partite in un comportamento continuo. Il Milan sembra avere già iniziato a capire che cosa vuole il nuovo allenatore. Non ha ancora dimostrato, invece, di riuscire a farlo per novanta minuti e senza commettere errori che, contro avversari di alto livello, vengono inevitabilmente puniti. È probabilmente qui che si giocherà la prima parte del lavoro di Amorim: non tanto nell’inventare un’identità, che comincia già a essere visibile, quanto nel renderla sostenibile.