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La Russa a Marotta: non abbattere San Siro. Il presidente sorride

Ippodromo Snai San Siro, area fontana

Il presidente del Senato Ignazio La Russa sostiene da tempo che sia giusto costruire un nuovo stadio, ma non vede la necessità di abbattere San Siro. La Russa ha ribadito questa posizione in un intervento odierno a margine di un appuntamento a Milano.

Interrogato sul fatto che ne avesse parlato anche al presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, La Russa ha risposto di averne discusso più di una volta. Secondo quanto riportato, Marotta risponderebbe con un sorriso alle considerazioni del presidente del Senato.

La proposta dei due stadi affiancati

La Russa ha sottolineato che in tutto il mondo ci sono stadi a distanza di soli 50 metri l’uno dall’altro, e che questo scenario potrebbe realizzarsi anche a Milano. Quando il nuovo stadio sarà completato, secondo La Russa, spendere 100 milioni di euro per abbattere San Siro e affrontare i problemi ambientali connessi sarà una scelta da valutare attentamente.

La Russa propone che il Comune offra alle società la possibilità di edificare in un’altra zona della città in compenso della preservazione di San Siro, che potrebbe ospitare competizioni internazionali di tennis e altri eventi, e prevede un futuro con il nuovo stadio affiancato dal Meazza se il centrodestra vincerà le elezioni.

Demolizione e costi crescenti

Inter e Milan hanno stimato inizialmente una spesa di 127 milioni di euro per la demolizione di San Siro, ma i costi sarebbero aumentati sensibilmente a causa del rincaro dei materiali e delle maggiori spese per lo smaltimento. Questo elemento rende ancora più rilevante la riflessione di La Russa sull’opportunità economica e ambientale della demolizione.

La Russa plaude all’iniziativa delle curve che, come lui, sono favorevoli al nuovo stadio ma contrararie all’abbattimento di San Siro.

Nel frattempo, come riporta il cronoprogramma del progetto, la presentazione pubblica del render del nuovo stadio è attesa indicativamente entro la fine di ottobre 2026, mentre i cantieri dovrebbero partire nel 2027 per concludersi entro il 2031.

Fonti: Il Sole 24 ORE, ilmessaggero.it