MilanoSportiva.com

Tutto lo sport di Milano e provincia

Benetton Rugby, Alessandro Benetton carica la squadra: «Ci serve ambizione»

In vista della partita inaugurale del Benetton Rugby nell’URC, lo United Rugby Championship, in programma venerdì alle 20.45 a Monigo contro i gallesi dei Dragons, Alessandro Benetton ha incontrato giocatori e staff del club biancoverde alla Ghirada, il centro sportivo polifunzionale di Treviso fondato nel 1982 dalla famiglia Benetton.

Il Presidente di Edizione ha rivolto alla squadra un discorso motivazionale, mettendo al centro lo spirito di gruppo e la capacità di mettere il talento individuale al servizio del collettivo. «Una delle cose che ho imparato nella mia vita è che una squadra non è la somma delle sue individualità. È l’energia che quelle individualità riescono a creare insieme. Si vince quando ognuno mette il proprio talento a disposizione degli altri».

La nuova stagione si apre all’insegna del cambiamento, con l’obiettivo di costruire un progetto solido e destinato a durare nel tempo. «Venerdì prossimo, contro i Dragons, non inizierà solo una nuova stagione, ma un nuovo ciclo, che parte da una grande discontinuità che trova continuità nella giovane leadership di Antonio (Pavanello, ndr). Un nuovo Presidente, un nuovo head coach, nuovi giocatori, presto uno stadio più grande. Cambiamenti che abbiamo fatto per costruire un progetto virtuoso, sostenibile e vincente, con una squadra in cui ognuno faccia diventare più forte chi ha vicino».

La parola chiave del messaggio di Benetton è l’ambizione, intesa come capacità di guardare oltre gli obiettivi immediati e immaginare nuovi traguardi. «Ogni nuovo ciclo ha bisogno di una cosa: l’ambizione. Non quella di dire “proviamo”. Quella di dire: vediamo fin dove possiamo arrivare. Questo è il messaggio che vorrei lasciarvi. Non abbiate paura della discontinuità. Non abbiate paura di cambiare. Non abbiate paura di chiedere di più a voi stessi e agli altri. E soprattutto non abbiate paura di avere ambizione. Perché una squadra diventa grande quando smette di chiedersi quanto è forte oggi e comincia a chiedersi quanto può diventare forte domani».

Nel discorso c’è spazio anche per il senso di appartenenza a una città e a una comunità che da generazioni identifica nel rugby uno dei propri tratti distintivi. «Come giocatori, come gruppo avete delle responsabilità anche nei confronti di una comunità, un tema in cui Edizione crede molto. Siete una squadra che porta con sé una grande tradizione, oltre che un grande orgoglio. La maglia che indossate non appartiene soltanto a voi, ma anche alla città di Treviso, che da generazioni riconosce nel rugby una parte del proprio modo di essere. Sono convinto che farete molto bene, e che questa sarà una fase che potrà sprigionare una fonte di energia unica».

Anche il ruolo di outsider può diventare un’opportunità, a patto di trasformare la pressione in energia e continuare a spingere. «Nel mondo dello sport, nel mondo del lavoro, nella vita, essere outsider non è per forza una condanna: il fatto che nessuno si aspetti qualcosa da te può diventare un vantaggio implicito, il momento giusto per accelerare. E per farlo, serve non fermarsi mai».

Infine, Benetton ha sottolineato il valore della diversità all’interno del gruppo, tra culture, competenze e personalità differenti. «Siamo una squadra formata da persone di culture diverse, tante competenze, tante personalità, tanta contaminazione. La sfida è trasformare tutto questo in un’unica energia. Ed è la parte che mi piace di più perché l’ho già vista funzionare. La diversità, quando funziona, non è un ostacolo, ma una forza».