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Centro scolastico Puecher, 930mila euro per rilanciare lo sport a Milano

Centro scolastico Puecher: nuovi spazi sportivi - (credit foto: stampa Città metropolitana di Milano)

© credit foto: stampa Città metropolitana di Milano

Completata la riqualificazione dell’area sportiva di via Ulisse Dini con i fondi del PNRR. Nuovi campi e piste di atletica per gli studenti, mentre si riapre il confronto sugli investimenti nell’edilizia scolastica.

Il nuovo volto degli spazi scolastici

Un investimento da 930mila euro per rilanciare lo sport nella vita scolastica milanese. Il Centro scolastico Puecher di via Ulisse Dini affronta il nuovo anno scolastico con un’area esterna completamente riqualificata grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). L’intervento, completato dalla Città metropolitana di Milano, restituisce agli studenti spazi rinnovati per l’attività fisica.

Centro scolastico Puecher, come cambia l’area sportiva

I lavori hanno interessato 4.236,88 metri quadrati destinati allo sport, oltre alle aree verdi. La nuova dotazione comprende tre campi da calcio a cinque, un campo polivalente, uno da pallavolo, una pista per il salto in lungo e triplo, un rettilineo per i 100 metri piani e due campi da ping pong.

Gli impianti permettono di diversificare le lezioni di educazione fisica, alternando discipline individuali e sport di squadra. Il campo polivalente offre maggiore flessibilità organizzativa, mentre le strutture per l’atletica consentono esercitazioni specifiche su velocità e tecnica. Una configurazione che favorisce anche lo sviluppo di autonomia, collaborazione e rispetto delle regole.

Un investimento PNRR per tre istituti superiori di Milano

Il progetto coinvolge gli istituti Allende, Varalli e Torricelli, che compongono il Centro scolastico Puecher. La documentazione progettuale individua una superficie complessiva d’intervento di circa 6.200 metri quadrati e un bacino scolastico di riferimento di 3.147 studenti.

L’operazione è sostenuta dal programma europeo NextGenerationEU e rientra negli investimenti del PNRR destinati alla riqualificazione delle infrastrutture scolastiche. Il progetto prevedeva la realizzazione dei campi da calcio nell’area interna alla pista, lo spostamento della zona per il salto in lungo e la sistemazione delle strutture per l’atletica. Erano inoltre programmati interventi sulle attrezzature sportive e sugli spalti destinati al pubblico, per i quali non è disponibile una conferma specifica del completamento.

La qualità degli spazi per l’attività fisica rappresenta una componente dell’offerta formativa, accanto alla sicurezza degli edifici e alla funzionalità delle aule. Il loro utilizzo quotidiano potrà ampliare le opportunità didattiche degli insegnanti e le esperienze motorie degli studenti.

Edilizia scolastica, il rapporto che fotografa le criticità italiane

La conclusione dei lavori arriva dopo la presentazione, il 9 settembre 2026, del XXIV Rapporto dell’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola di Cittadinanzattiva, che evidenzia criticità strutturali, carenze manutentive e difficoltà di adattamento ai cambiamenti climatici.

Tra settembre 2025 e agosto 2026 sono stati registrati 68 episodi di crollo nelle scuole italiane, soprattutto distacchi di intonaci e controsoffitti o cedimenti di soffitti e solai. Il bilancio comprende 12 feriti, danni materiali e interruzioni delle attività didattiche.

Gli infortuni degli studenti denunciati all’Inail sono stati 80.871 nel 2025, il 3,8% in più rispetto all’anno precedente, mentre nei primi cinque mesi del 2026 le segnalazioni hanno raggiunto quota 47.748. Sono dati nazionali non riconducibili esclusivamente alle condizioni strutturali degli edifici.

Su 39.351 strutture considerate, il 49% di quelle per cui è noto l’anno di costruzione risale a prima del 1976. Il 59% risulta inoltre privo del certificato di agibilità e il 58,36% di quello di prevenzione incendi.

Scuole e cambiamenti climatici, una sfida ancora aperta

Secondo il rapporto di Cittadinanzattiva, il 44% degli edifici scolastici si trova in territori a elevata sismicità, circa il 19% in aree a pericolosità idraulica e 5.113 strutture in zone esposte a differenti livelli di rischio di frana.

Soltanto il 7,4% delle scuole dispone di sistemi di condizionamento o ventilazione, una carenza particolarmente significativa di fronte alle temperature estreme. L’organizzazione propone investimenti per almeno tre miliardi di euro nel prossimo triennio, destinando ogni anno 500 milioni all’adattamento climatico e altrettanti agli interventi strutturali. Tra le priorità figurano anche l’aggiornamento delle mappe dei rischi e il rafforzamento delle procedure di emergenza.

Il quadro nazionale non descrive le condizioni specifiche del Puecher, ma evidenzia la complessità delle sfide che interessano il patrimonio scolastico italiano.

Roberto Maviglia chiede investimenti oltre il PNRR

Il completamento dell’intervento di via Ulisse Dini offre alla Città metropolitana l’occasione per richiamare la necessità di finanziamenti strutturali per l’edilizia scolastica. Roberto Maviglia, consigliere delegato all’Edilizia scolastica, sottolinea l’importanza di una programmazione continuativa.

«Grazie al PNRR siamo riusciti a fare un ottimo lavoro di riqualificazione qui al Puecher, ma non basta. È necessario che il Governo e il Parlamento investano di più e in maniera strutturale sull’istruzione e sull’edilizia scolastica», dichiara Maviglia.

La Città metropolitana ha chiesto e ottenuto, nei limiti delle risorse disponibili, finanziamenti destinati alla modernizzazione degli istituti di propria competenza. Anche attraverso il progetto Territori Virtuosi sono state sostituite caldaie e serramenti, realizzati cappotti termici e completati altri interventi di efficientamento energetico.

Il patrimonio storico rende più complessi gli interventi

Una delle difficoltà riguarda la presenza, nell’area milanese, di numerose scuole ospitate in edifici storici di pregio sottoposti a vincoli. La loro riqualificazione richiede procedure complesse, tempi più lunghi e risorse consistenti per conciliare tutela architettonica, sicurezza ed esigenze climatiche.

Maviglia richiama quindi l’attenzione sulla fase successiva ai finanziamenti europei, sottolineando che «avremo bisogno di risorse certe e adeguate per dare le necessarie risposte».

La continuità degli investimenti sarà decisiva anche per la manutenzione delle strutture sportive appena riqualificate. Campi, piste e attrezzature richiedono controlli periodici per conservarne la funzionalità. È su questa capacità di gestione, oltre che sulla realizzazione delle opere, che si misurerà nel tempo il valore degli interventi pubblici.