Il 25enne inglese è diventato la priorità dei nerazzurri per la fascia destra. Il Mondiale ne ha fatto crescere ulteriormente il valore e ora l’Inter cerca l’intesa con gli Spurs.
Una candidatura che ha scalato le gerarchie
L’Inter, campione d’Italia in carica, ha individuato in Djed Spence il principale candidato per raccogliere l’eredità di Denzel Dumfries. L’esterno inglese del Tottenham era già seguito dalla dirigenza, ma nelle ultime settimane la sua candidatura ha guadagnato terreno fino a diventare, secondo la Gazzetta dello Sport, la priorità per la corsia destra.
Il percorso seguito dai nerazzurri spiega questa evoluzione. Denzel Dumfries si è trasferito al Real Madrid il 5 luglio dopo cinque stagioni all’Inter, chiuse con 207 presenze, 27 gol, 28 assist e otto trofei. L’olandese ha firmato con il club spagnolo fino al 30 giugno 2030.
La prima soluzione individuata era Marco Palestra, poi acquistato dal Chelsea. Il trasferimento dall’Atalanta è stato ufficializzato il 1° luglio e il giocatore ha sottoscritto un contratto fino al 2033. L’Inter si è successivamente spostata su Anan Khalaili, raggiungendo un accordo da circa 25 milioni di euro più bonus. Gli accertamenti richiesti durante l’iter delle visite mediche hanno però impedito di completare l’operazione secondo quanto inizialmente previsto.
È in questo scenario che Spence è passato da alternativa concreta a obiettivo principale.
Il Mondiale ha cambiato lo status di Spence
A rafforzare ulteriormente la candidatura dell’inglese è stato il Mondiale 2026. Spence ha trovato spazio nell’Inghilterra di Thomas Tuchel mostrando anche la possibilità di essere utilizzato sulle due fasce, caratteristica particolarmente utile per una squadra che chiede agli esterni di coprire l’intera corsia.
Il cammino inglese si è fermato in semifinale con la sconfitta per 2-1 contro l’Argentina, ma si è chiuso con una medaglia: nella finale per il terzo posto l’Inghilterra ha battuto la Francia per 6-4. Spence ha giocato titolare sulla sinistra, è rimasto in campo per tutta la partita e si è procurato il rigore che ha portato al momentaneo 5-3.
La vetrina mondiale ne ha aumentato reputazione e valutazione, consolidandolo tra gli esterni più apprezzati del momento. Una crescita che inevitabilmente rafforza anche la posizione del Tottenham: con Roberto De Zerbi alla guida degli Spurs, appare difficile immaginare una partenza senza un’offerta considerata adeguata.
Perché Spence piace all’Inter di Chivu
Il Mondiale ha dato visibilità a qualità che l’Inter conosceva già. Spence può giocare sia a destra sia a sinistra e Cristian Chivu ne apprezza proprio la duttilità. Nel 3-5-2 nerazzurro potrebbe occupare il ruolo lasciato libero da Dumfries senza essere necessariamente una copia dell’olandese, offrendo caratteristiche tecniche e atletiche differenti.
C’è inoltre un elemento che ridurrebbe l’incognita dell’adattamento: Spence conosce già la Serie A. Nel gennaio 2024 arrivò al Genoa in prestito dal Tottenham e concluse quell’esperienza con 16 presenze in campionato e 853 minuti complessivi. Il club rossoblù avrebbe potuto riscattarlo per circa 10 milioni di euro, cifra equivalente agli 8,5 milioni di sterline indicati all’epoca, ma l’operazione non andò a buon fine e il giocatore tornò a Londra.
Due anni più tardi il quadro è completamente diverso. Spence è diventato un nazionale inglese, ha vissuto un Mondiale da protagonista e il suo cartellino vale diverse volte la cifra prevista per il riscatto ai tempi del Genoa. Lo stesso giocatore, secondo quanto emerso nelle ultime settimane, gradirebbe un ritorno in Italia e non sarebbe affatto contrario alla destinazione nerazzurra.
Inter e Tottenham, la distanza è sul prezzo
È questo il vero nodo dell’operazione. Prima delle fasi decisive del Mondiale il Tottenham valutava Spence almeno 35 milioni di euro, circa dieci in più rispetto alla parte fissa dell’accordo raggiunto dall’Inter per Khalaili. Il rendimento dell’inglese nel torneo ha poi contribuito a spingere la richiesta degli Spurs verso 40 milioni di euro.
L’Inter punta invece a trovare un punto d’incontro tra 30 e 35 milioni di euro. La distanza resta significativa, ma i colloqui con il Tottenham proseguono e il 25enne è ormai in cima alle preferenze per completare la fascia destra.
Per Beppe Marotta e la dirigenza significa valutare un investimento superiore rispetto a quello predisposto per Khalaili. La differenza è però legata anche allo status raggiunto da Spence: età, esperienza internazionale, conoscenza della Serie A e capacità di giocare su entrambe le corsie ne fanno un profilo coerente con la scelta di puntare su calciatori già pronti ma ancora nel pieno della carriera. A questo punto, la trattativa dipende soprattutto dalla possibilità di avvicinare la valutazione dell’Inter a quella del Tottenham.
















