Il possibile ritorno di Mattia Liberali accende il mercato rossonero. Il Milan valuta la clausola, ma il Como di Cesc Fabregas è al momento in vantaggio.
Il mercato del Milan si intreccia con una storia recente che continua a far discutere. Mattia Liberali, talento cresciuto nel vivaio rossonero e ceduto al Catanzaro nell’estate 2025, può diventare uno dei casi più particolari dell’estate: il club di via Aldo Rossi starebbe infatti valutando un ritorno immediato, mentre il Como resta la squadra più vicina al giocatore.
Non è un’operazione ordinaria. Il Milan ha lasciato partire Liberali a parametro zero, mantenendo però il 50% sulla futura rivendita e inserendo una clausola rescissoria da 6 milioni di euro. Una formula che oggi permette ai rossoneri di rientrare in corsa a costi contenuti, ma senza avere il controllo esclusivo sul destino del classe 2007.
Il Como in vantaggio su Liberali
Il Como continua a lavorare con decisione sull’operazione. La società lariana ha individuato in Liberali un profilo utile per aumentare qualità, fantasia e profondità offensiva, anche in prospettiva europea. Cesc Fabregas avrebbe già parlato direttamente con il giocatore, elemento che sta pesando nella scelta del giovane trequartista.
La permanenza di Nico Paz non escluderebbe l’arrivo dell’ex talento del Milan. Il Como vuole costruire un reparto tecnico ricco di giocatori capaci di muoversi tra le linee, creare superiorità numerica e interpretare più posizioni offensive. In questo quadro, Liberali non sarebbe soltanto una scommessa sul futuro, ma un investimento coerente con il progetto del club.
Milan, il ritorno sarebbe una mossa di mercato e di identità
Il Milan osserva con attenzione. Ruben Amorim, secondo le indiscrezioni di mercato, apprezza il giocatore e non esclude di riaverlo a disposizione nella nuova rosa rossonera. Sarebbe una scelta dal doppio valore: tecnico, perché Liberali ha qualità nel dribbling e nell’ultimo passaggio; simbolico, perché riporterebbe a Milano uno dei prospetti più interessanti usciti dal settore giovanile negli ultimi anni.
Il tema è però delicato. Liberali ha scelto Catanzaro proprio per trovare spazio, continuità e responsabilità. In Calabria ha affrontato una stagione utile per crescere, migliorare la struttura fisica e misurarsi con un campionato competitivo come la Serie B. Il suo percorso è stato accompagnato da numeri significativi nei playoff, dove è risultato tra i giocatori più efficaci nel dribbling.
Per il Milan, quindi, non basterebbe soltanto esercitare una clausola o pareggiare un’offerta. Servirebbe presentare al ragazzo un progetto credibile, con la garanzia di un ruolo tecnico concreto e non di una permanenza marginale tra panchina e Milan Futuro.
La clausola da 6 milioni e il 50% rossonero
Il nodo economico rende l’affare particolarmente interessante. Liberali ha una clausola rescissoria fissata a 6 milioni di euro e il Milan conserva il 50% sulla futura rivendita. In pratica, un eventuale trasferimento verso un altro club porterebbe una parte importante dell’incasso nuovamente nelle casse rossonere.
Questo elemento può spiegare il pressing del Milan: riacquistare Liberali significherebbe riportare a casa un giocatore conosciuto, ancora molto giovane e già valorizzato nel calcio professionistico, con un esborso reale inferiore rispetto alla cifra complessiva prevista dalla clausola.
Resta però una variabile centrale: la volontà del calciatore. Il Como gli offrirebbe un progetto ambizioso, la possibilità di lavorare con Fabregas e uno spazio potenzialmente più immediato. Il Milan, invece, dovrebbe chiarire in quale posizione e con quali tempi Liberali potrebbe trovare continuità nel nuovo ciclo.
Un talento che Milano non ha dimenticato
Mattia Liberali rappresenta uno di quei giocatori che dividono il giudizio dei tifosi rossoneri. Da una parte la scelta di lasciarlo partire aveva fatto discutere; dall’altra, il suo percorso a Catanzaro ha dimostrato che il talento aveva bisogno di un contesto meno affollato per crescere.
Il suo profilo resta quello di un trequartista moderno: mancino, tecnico, abile nell’uno contro uno e capace di giocare sia centralmente sia partendo dalla fascia. Caratteristiche che, in una squadra costruita per avere maggiore imprevedibilità offensiva, potrebbero diventare molto preziose.
Il Milan non ha ancora formalizzato alcun ritorno. Il Como resta avanti nella corsa e sta provando a chiudere l’operazione, ma la situazione merita attenzione perché il mercato può cambiare rapidamente, soprattutto quando entrano in gioco clausole, percentuali sulla rivendita e rapporti già esistenti tra le parti.
Milano e Como, due prospettive diverse
La scelta di Liberali sarà anche una scelta di carriera. Tornare al Milan significherebbe rientrare nel club che lo ha formato e provare a conquistarsi definitivamente spazio in prima squadra. Accettare Como, invece, vorrebbe dire inserirsi in un progetto che negli ultimi anni ha mostrato di saper valorizzare giovani tecnici, offrendo loro responsabilità e visibilità.
Per il Milan, il dossier Liberali può essere letto anche come un test sulla nuova politica dei giovani. Dopo aver salutato un talento del vivaio, il club deve decidere se ricomprarlo subito, lasciarlo crescere altrove incassando una percentuale futura oppure accettare che diventi protagonista in un’altra realtà di Serie A.
La risposta potrebbe arrivare presto. Per ora, il Como è davanti. Ma il Milan non ha ancora rinunciato a una storia che, forse, non è mai finita davvero.

