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Olimpia Milano, settima Supercoppa e 19° trofeo dell’era Armani

Olimpia Milano, la settima Supercoppa è da record - (immagine generata con IA)

I biancorossi superano la Reyer Venezia 94-87 dopo un supplementare e conquistano il primato solitario nella competizione. Moses Wright è l’MVP, mentre Peppe Poeta completa la sua collezione di titoli nazionali.

La prova di maturità dell’Olimpia a Tortona

L’Olimpia Milano conquista la Supercoppa italiana 2026 battendo l’Umana Reyer Venezia 94-87 dopo un supplementare alla Nova Arena di Tortona. Per la squadra allenata da Giuseppe Poeta è il primo trofeo stagionale, la settima Supercoppa della storia, la terza consecutiva e il diciannovesimo titolo dell’era Armani.

La finale del 20 settembre ha messo alla prova i biancorossi, costretti a reagire dopo aver dissipato diciannove punti di vantaggio. Decisivi Leandro Bolmaro e la maggiore lucidità mostrata nei possessi conclusivi, che hanno permesso a Milano di prolungare la serie vincente iniziata nella stagione precedente con il triplete nazionale.

Diciannove titoli nell’era Armani: il valore di un progetto

Dal 2008, anno dell’ingresso di Giorgio Armani nella proprietà, l’Olimpia ha consolidato la propria posizione ai vertici del basket italiano. Dopo lo scudetto del 2014, conquistato interrompendo un’attesa di diciotto anni, il palmarès della gestione è cresciuto fino a raggiungere 19 trofei: sette scudetti, cinque Coppe Italia e sette Supercoppe.

Il successo di Tortona rappresenta anche il 57° titolo complessivo della società, comprese le competizioni internazionali. La gestione Armani si avvicina così ai 23 trofei conquistati nell’epoca di Adolfo Bogoncelli, quando però non esisteva la Supercoppa e, fino al 1970, neppure la Coppa Italia.

A poco più di un anno dalla scomparsa di Giorgio Armani, avvenuta il 4 settembre 2025, il nuovo trionfo assume inoltre un particolare valore simbolico, dando continuità al progetto sportivo che lo stilista aveva contribuito a rilanciare.

Il primato nella Supercoppa e la serie di quattro successi

Con sette affermazioni, Milano supera la Montepaschi Siena e conquista il primo posto solitario nell’albo d’oro della Supercoppa. Dopo le vittorie del 2016, 2017, 2018, 2021, 2024 e 2025, completa il secondo three-peat della propria storia.

Nelle ultime tre edizioni l’Olimpia ha sempre disputato almeno una partita ai supplementari: la finale contro la Virtus Bologna nel 2024, la semifinale contro gli stessi bolognesi nel 2025 e la sfida decisiva contro Venezia nel 2026.

Il nuovo successo porta inoltre a quattro le competizioni nazionali vinte consecutivamente, eguagliando la sequenza del 2016-2017, quando la squadra di Jasmin Repesa, con Kruno Simon e Rakim Sanders tra i protagonisti, conquistò due Coppe Italia, uno scudetto e una Supercoppa. Il record societario resta quello dei cinque trofei consecutivi tra il 1985 e il 1987, con tre scudetti e due Coppe Italia, quando la Supercoppa non era ancora prevista.

La finale contro Venezia: dal dominio iniziale alla rimonta

Milano parte con grande intensità, trascinata dai 10 punti di Moses Wright nel primo quarto, chiuso sul 22-8. Il vantaggio raggiunge diciannove lunghezze, ma Venezia reagisce aumentando la pressione difensiva e riducendo il distacco fino al 42-32 dell’intervallo.

La rimonta prosegue nella terza frazione, quando Kyle Wiltjer firma il sorpasso sul 50-49. L’Olimpia risponde e chiude il periodo avanti 56-54, prima di costruire un nuovo margine di nove punti nell’ultimo quarto, sul 74-65. La Reyer recupera ancora, grazie soprattutto a Jordan Parks e Amedeo Tessitori.

Bolmaro salva Milano, il supplementare decide la sfida

A ventisei secondi dalla sirena, una tripla di Glynn Watson porta Venezia avanti 79-77. Bolmaro conquista però un rimbalzo offensivo dopo un errore di Marko Guduric, subisce fallo e trasforma entrambi i liberi del pareggio a dieci secondi dalla fine. L’ultimo tentativo lagunare non va a segno.

Nel supplementare Milano ritrova efficacia nonostante l’uscita di Wright per raggiunto limite di cinque falli. Dopo l’ultimo pareggio sull’87-87, Alec Peters, Guduric e Bolmaro costruiscono il parziale conclusivo di 7-0. La schiacciata dell’argentino fissa il 94-87, con i biancorossi capaci di imporsi 15-8 nei cinque minuti aggiuntivi.

Moses Wright MVP, Bolmaro premiato per la difesa

Moses Wright viene nominato miglior giocatore della Supercoppa 2026 grazie ai 23 punti e 6 rimbalzi della finale, con un perfetto 6/6 da due e 11/14 ai liberi. Nella semifinale vinta 80-71 contro la Virtus Bologna aveva realizzato 20 punti e catturato 8 rimbalzi, chiudendo il torneo con medie di 21,5 punti, 7 rimbalzi e 22 di valutazione.

Il centro statunitense si aggiunge agli MVP biancorossi Kruno Simon, Jordan Theodore, Vlado Micov, Malcolm Delaney, Neno Dimitrijevic e Quinn Ellis.

Leandro Bolmaro conclude la finale con 17 punti e 8 rimbalzi, conquistando per il secondo anno consecutivo il riconoscimento di miglior difensore della Supercoppa. Guduric realizza 15 punti, Peters 12, Giampaolo Ricci 10 e Ousmane Diop 9. Devon Hall contribuisce con 8 punti e 7 assist, aggiudicandosi il premio di miglior assistman della competizione grazie ai 9 passaggi decisivi complessivi.

Peppe Poeta entra nella storia degli allenatori vincenti

La Supercoppa permette a Giuseppe Poeta di completare la conquista dei tre principali titoli nazionali, dopo la Coppa Italia e lo scudetto della stagione precedente. È il terzo tecnico dell’Olimpia a riuscirci, dopo Jasmin Repesa ed Ettore Messina.

Poeta diventa inoltre il settimo allenatore nella storia del basket italiano a completare questa collezione, dopo Messina, Simone Pianigiani, Repesa, Mike D’Antoni, Alberto Bucci e Meo Sacchetti. A loro si può accostare Luca Banchi, considerando però la successiva revoca di alcuni titoli conquistati a Siena.

Nel dopogara Poeta ha sottolineato la reazione della squadra: «Siamo stati bravi a non disunirci». Restano da correggere le difficoltà nella gestione del vantaggio e le 21 palle perse, aspetti importanti in vista degli impegni di campionato ed Eurolega.

I record personali di Tonut e Ricci

Stefano Tonut diventa il giocatore con più presenze in campo nella storia della Supercoppa, raggiungendo quota 13 e superando Alessandro Pajola, fermo a 12 e raggiunto da Giampaolo Ricci.

Per il capitano milanese, quello di Tortona è il nono trofeo con l’Olimpia: quattro scudetti, due Coppe Italia e tre Supercoppe. Nella graduatoria interna dell’era Armani, Ricci segue Shavon Shields, che conta dieci titoli.

Venezia esce sconfitta, ma conferma il proprio valore

La Reyer lascia Tortona dopo aver recuperato diciannove punti e vinto tutti e tre i quarti successivi al primo. Kyle Wiltjer è il miglior realizzatore veneziano con 18 punti, seguito da Jordan Parks con 15. Amedeo Tessitori e Glynn Watson ne aggiungono 13 ciascuno, mentre Ky Bowman chiude con 11.

Tessitori contribuisce anche con 10 rimbalzi, otto offensivi. Venezia ne conquista complessivamente 17 in attacco contro i 13 milanesi, sfruttando inoltre la propria pressione difensiva per recuperare palloni e costruire possessi aggiuntivi.

Neven Spahija riconosce il merito degli avversari: «Prima di tutto, complimenti all’Olimpia Milano, che nel finale ha commesso meno errori di noi». Il tecnico individua nel rimbalzo concesso a Bolmaro e nella maggiore esperienza milanese i principali fattori della sconfitta.

La finale ripropone quella scudetto della stagione precedente, vinta ancora dall’Olimpia. Per Venezia resta la conferma di poter competere con una delle principali favorite del campionato, pur con la necessità di migliorare l’approccio alle partite. Milano, nell’anno del novantesimo anniversario della propria fondazione, può invece concentrarsi sui prossimi appuntamenti con il primo trofeo stagionale già conquistato.