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FISI Media Day, Lucia Dalmasso: «Voglio essere ricordata come la Lucia che sorride»

Fisi media day

Al FISI Media Day di Milano la Federazione ha premiato i suoi campioni olimpici. A margine dell’evento, la bronzista di Livigno si è raccontata in esclusiva a MilanoSportiva

FISI Media Day 2026: i campioni olimpici al Teatro Armani

Venerdì 9 ottobre il FISI Media Day ha riunito al Teatro Armani di Milano i medagliati olimpici della Federazione Italiana Sport Invernali e i vincitori delle Coppe del Mondo 2025/26. È il tradizionale appuntamento che chiude un’annata e apre quella successiva. Questa volta l’annata da celebrare è stata quella di Milano Cortina 2026.

Sul palco sono saliti anche gli atleti arrivati quarti ai Giochi. Tra i presenti c’erano Sofia Goggia, Michela Moioli, Simone Deromedis, Tommaso Giacomel, Flora Tabanelli e Dorothea Wierer, bronzo olimpico con la staffetta mista. C’era anche Lucia Dalmasso, la snowboarder che ha riportato l’Italia sul podio olimpico del gigante parallelo.

Brignone atleta dell’anno e il premio alla carriera di Pittin

Il momento più atteso è stato la premiazione di Federica Brignone. Il presidente federale Flavio Roda le ha consegnato il titolo di atleta dell’anno 2026, un riconoscimento che la sciatrice valdostana aveva già vinto in passato, anche nel 2020 e nel 2022.

La FISI ha poi premiato la carriera di Alessandro Pittin, che ha chiuso con la combinata nordica e oggi allena i giovani azzurri. Durante la mattinata la Federazione ha presentato anche il nuovo assetto del movimento paralimpico, una delle novità principali della stagione 2026/27.

Lucia Dalmasso al FISI Media Day: l’intervista esclusiva

Lucia Dalmasso, 28 anni, è di Feltre e corre nello snowboard alpino. L’8 febbraio, sulla pista del Livigno Snow Park, ha conquistato il bronzo nel gigante parallelo femminile. Nella finalina tutta italiana ha battuto la compagna di squadra Elisa Caffont per 11 centesimi.

Il risultato pesa più di quanto dica il colore della medaglia. Come ricorda il CONI, un’azzurra non saliva sul podio olimpico del gigante parallelo da 24 anni, cioè dal bronzo di Lidia Trettel a Salt Lake City 2002. A margine del FISI Media Day, Dalmasso ha risposto alle domande di MilanoSportiva.

Il bronzo di Milano Cortina: «Un sogno che si avvera»

Che significato ha avuto per te il bronzo a Milano Cortina? Cosa ti ha lasciato?

«Il bronzo a Milano Cortina è un sogno che si avvera, perché è sempre stato il mio sogno vincere una medaglia olimpica. Quando me la sono trovata al collo, è stato un tassello della vita di un atleta che per me ha tanto valore. Per me non è cambiato granché. Non so se per gli altri sì, però io sono sempre la stessa identica atleta di prima, sempre la stessa persona.»

Il consiglio ai giovani: rispetto e divertimento

Ai ragazzi o alle ragazze che si avvicinano allo sport per la prima volta e sognano le olimpiadi, che messaggio vorresti dare?

«Ai ragazzi ho detto tante cose, ma sono soprattutto due i consigli che do. Il primo è rispettare: rispettare sempre se stessi, gli altri e le regole che vengono date. E soprattutto divertirsi: divertirsi è probabilmente la parte fondamentale dell’essere atleta.»

«Una ragazza felice, un’atleta che si impegna»

Come ti piacerebbe essere ricordata? Quando le persone pensano a Lucia, cosa vorresti che venisse loro in mente?

«Non lo so, è una domanda strana… però credo come Lucia che sorride. Una ragazza felice, un’atleta che si impegna e che possa essere vista come una fonte di ispirazione»

Dopo il FISI Media Day, la nuova stagione sulla neve

Le parole di Dalmasso raccontano bene il clima della giornata milanese. Una medaglia olimpica non le ha cambiato le priorità, e chi l’ha vinta continua a guardare avanti con lo stesso approccio.

Gli atleti intervistati al FISI Media Day hanno insistito su due temi: una preparazione più mirata e una gestione più attenta dei carichi di lavoro. Ora l’attenzione passa alla neve. Con le prime tappe di Coppa del Mondo, gli azzurri dello sci alpino, del biathlon, del fondo, dello snowboard e del freestyle tornano in gara per confermare quanto fatto nell’inverno olimpico.