Il peso welter milanese torna all’attività professionistica dopo quasi tre anni di stop. Francis Rizzo lo ha inserito nella riunione di The Art of Fighting del 31 ottobre: «Il primo obiettivo deve essere il titolo italiano».
Il Francis Boxing Team di Rho aggiunge Biagio Grimaldi alla propria squadra di pugili professionisti. Un innesto che guarda direttamente a Milano e alla riunione di The Art of Fighting del 31 ottobre, scelta per segnare il ritorno sul ring del 25enne nato nel capoluogo lombardo e residente a Cinisello Balsamo.
Per Grimaldi non si tratta di un debutto, ma dell’inizio di una seconda fase della carriera. Tra il 2021 e il 2023 ha infatti disputato sette incontri da professionista, costruendo un record di cinque vittorie, una sconfitta e un pareggio. Un bilancio confermato anche dai database pugilistici disponibili online.
Poi lo stop. Quasi tre anni lontano dall’attività agonistica prima della decisione di ricominciare e dell’incontro con Francis Rizzo, fondatore del Francis Boxing Team. La palestra di Rho, affiliata alla Federazione Pugilistica Italiana, conta 44 tesserati agonisti e 150 praticanti secondo il Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche del CONI.
Francis Rizzo punta su Biagio Grimaldi
È proprio Rizzo ad annunciare l’ingresso del pugile milanese nel suo gruppo e, soprattutto, a indicare immediatamente la direzione del nuovo percorso.
«Sono lieto che Biagio Grimaldi abbia scelto la mia palestra e il mio team per il suo ritorno sul ring. Ha combattuto da professionista sette volte dal 2021 al 2023 con un bilancio di cinque vittorie, un pari e una sconfitta. Poi ha smesso di competere agonisticamente. Ora ha deciso di riprendere l’attività e l’ho già inserito nell’evento targato The Art of Fighting che si svolgerà il 31 ottobre a Milano».
Il nome dell’avversario deve ancora essere definito. Rizzo, però, chiarisce fin da subito quale sarà la filosofia con cui verrà costruita la nuova fase della carriera di Grimaldi.
«Sto cercando un avversario valido. Come dico sempre, gli avversari di basso livello non mi interessano», sottolinea il tecnico. «Battere un pugile della domenica che ha un record di cinque vittorie e 25 sconfitte non serve a niente. Sono convinto che Biagio abbia le qualità per fare una bella carriera professionistica».
Una linea già adottata con altri professionisti della palestra rhodense. Nel maggio 2026, per esempio, Valerio Mantovani ha affrontato e battuto a Milano l’ex campione internazionale IBF Maxim Prodan, confermando la volontà del team di misurare i propri atleti con avversari competitivi.
L’obiettivo di Grimaldi è il titolo italiano
Rizzo non nasconde nemmeno quale debba essere il traguardo sportivo da mettere nel mirino.
«Come dico a tutti i miei pugili, il primo obiettivo deve essere il titolo italiano. Poi si vedrà».
Il ritorno di Grimaldi comporterà anche un cambiamento di categoria. In passato combatteva nei superleggeri, mentre questa nuova fase lo vedrà impegnato tra i pesi welter.
«Biagio competerà nei pesi welter, da 63,600 fino a 66,700 kg. In passato era un peso superleggero. In questo momento si sente più a suo agio tra i pesi welter», precisa Rizzo.
La scelta permette al pugile di affrontare la preparazione senza dover forzare eccessivamente il calo di peso. Un aspetto particolarmente importante dopo un periodo così lungo senza combattimenti ufficiali.
Dal lavoro alla palestra, due allenamenti al giorno
La nuova avventura è già cominciata nella quotidianità. Grimaldi si allena due volte al giorno, conciliando la boxe con il proprio lavoro di autista per una società di noleggio auto.
La mattina dedica circa un’ora alla preparazione atletica individuale. Poi inizia la giornata lavorativa. La sera raggiunge Rho per allenarsi al Francis Boxing Team, dove svolge tra un’ora e un’ora e mezza di lavoro specificamente pugilistico.
«Mi era passata la voglia di allenarmi e combattere e quindi mi sono dedicato ad altro», racconta Grimaldi. Il distacco dal ring è arrivato dopo due incontri consecutivi contro Darwin El Badaouy: una sconfitta ai punti nel marzo 2023 e il pareggio del dicembre dello stesso anno. I risultati sono riportati anche negli archivi pugilistici.
Proprio il secondo confronto ha lasciato qualcosa di irrisolto nel pugile milanese.
«Accetto la sconfitta, ma nella seconda sfida ero sicuro di aver vinto io. Non ho protestato perché non è nel mio carattere, ma ancora oggi sono convinto di aver avuto la meglio nel secondo match».
L’incontro con Francis Rizzo e gli sparring a Rho
La voglia di boxe, però, è tornata. E l’incontro con Rizzo ha accelerato la decisione.
«Negli ultimi tempi mi è tornata la voglia di salire sul ring, ho conosciuto Francis Rizzo, sono stato nella sua palestra e ho fatto sparring con due pugili professionisti di valore: Francesco Paparo e Valerio Mantovani».
È stato il primo vero banco di prova per capire se la motivazione fosse soltanto nostalgia oppure qualcosa di più concreto. La risposta è arrivata dagli allenamenti.
Il Francis Boxing Team dispone oggi di una nuova sede in via Achille Ratti 74 a Rho e propone attività che vanno dalla boxe agonistica alla prepugilistica, fino ai corsi dedicati ai bambini e alla preparazione funzionale.
Per Grimaldi, tuttavia, l’obiettivo è esclusivamente agonistico. Il 31 ottobre rappresenta il primo passaggio di un percorso che dovrà misurare le sue reali possibilità dopo il lungo stop.
Grimaldi: «Sono un picchiatore, voglio vincere per ko»
Anche l’identità pugilistica è molto chiara. Alla domanda se si consideri maggiormente un tecnico oppure un picchiatore, Grimaldi non cerca compromessi.
«Un picchiatore. Il mio obiettivo è vincere per knock out».
Il riferimento è uno dei pugili più iconici della storia dei pesi massimi.
«Il mio modello è il Mike Tyson della prima fase della sua carriera, che partiva a razzo e aggrediva l’avversario con tutta l’energia che aveva e lo finiva in una o due, al massimo tre, riprese. Fra i pugili attuali mi piace molto Gervonta Davis».
Naturalmente categorie, caratteristiche fisiche e contesti sono differenti. Quello che Grimaldi cerca di riprendere da quel modello è soprattutto l’atteggiamento: pressione immediata, aggressività e ricerca del colpo risolutivo.
Da Milano a Cinisello Balsamo, passando per la Rocky Marciano
Il legame di Biagio Grimaldi con Milano e il suo territorio attraversa tutta la sua storia pugilistica. Nato a Milano e residente a Cinisello Balsamo, prima di approdare a Rho si è allenato alla palestra Rocky Marciano con il maestro Biagio Perri.
Anche per questo, quando parla dei pugili italiani che lo hanno maggiormente appassionato, cita due nomi profondamente legati alla storia recente della Nazionale.
«Ho sempre seguito la nazionale e in particolar modo Clemente Russo. Sono nato a Milano ma vivo a Cinisello Balsamo e quindi mi sono allenato alla palestra Rocky Marciano con il maestro Biagio Perri e sono un fan anche di Roberto Cammarelle».
Il suo percorso assume così una dimensione fortemente metropolitana: Milano, Cinisello Balsamo e ora Rho, tre punti dello stesso territorio collegati dalla boxe.
La preparazione per il ritorno del 31 ottobre
Un’altra componente decisiva sarà la gestione del peso. Grimaldi non nasconde che, lontano dai combattimenti, possa arrivare a pesare anche una decina di chilogrammi oltre il limite della categoria.
Per questo motivo ha deciso di affidarsi a un nutrizionista e impostare una preparazione specifica.
«Come tutti i pugili, tra un match e l’altro peso anche dieci chili in più. Per questo mi sono rivolto a un nutrizionista che mi ha preparato una dieta impostata sul giusto equilibrio tra carboidrati, proteine e grassi. Sicuramente, per il match del 31 ottobre non avrò problemi a rientrare nel peso».
La data milanese diventa quindi il primo spartiacque. Non soltanto perché segnerà il ritorno ufficiale dopo l’ultimo incontro del dicembre 2023, ma perché permetterà di capire quanto Grimaldi possa essere competitivo nella nuova categoria.
Il record racconta di un pugile che, prima dello stop, aveva perso soltanto una volta. La lunga inattività impone però prudenza e rende ancora più significativo il principio indicato da Rizzo: niente avversari scelti soltanto per migliorare le statistiche.
Il progetto del Francis Boxing Team è riportare Biagio Grimaldi sul ring attraverso incontri realmente competitivi, con il titolo italiano indicato come primo grande traguardo. Il resto dipenderà dalle risposte che arriveranno tra le corde.
Per Milano e per la boxe dell’area metropolitana, il 31 ottobre sarà quindi anche l’occasione per scoprire quale versione di Grimaldi tornerà sul ring: quella del pugile fermatosi nel 2023 oppure quella, più matura e consapevole, che a 25 anni ha deciso di concedersi una seconda possibilità.



















